I risultati

result-2153618_1920Lo scorso 17 maggio nella Sala Consiliare del Municipio di Spoltore, alla presenza di tutti i partners, si è svolto il Meeting finale del Progetto Kids In Touch.

Il Meeting è stata l’occasione per presentare alla cittadinanza ed alle famiglie i risultati del lavoro svolto.

In particolare sono stati presentati i risultati del Percorso di Ricerca Azione, nucleo centrale del Progetto. Il Consulente scientifico e supervisore del progetto di ricerca, Dottor Renato Cerbo ha infatti illustrato una sintesi della relazione “Sport e inclusione. Il contributo dello sport nei processi di inclusione” e reso noti i dati relativi al monitoraggio delle attività svolto durante i due anni di svolgimento del Progetto in tutte le sue fasi.

Il monitoraggio. Il monitoraggio ha avuto luogo attraverso la somministrazione di questionari mirati rivolti alle diverse categorie di soggetti coinvolti nel Progetto: insegnanti, allenatori e genitori. Il monitoraggio è stato effettuato attraverso un questionario su base ICF che descrive e classifica lo stato di salute del soggetto nella accezione multidimensionale di benessere fisico, psichico e sociale. Il modello concettuale di riferimento, identificato con il termine biopsicosociale, considera la persona nell’unità della sua dimensione corporea, psichica e sociale in interazione con l’ambiente declinato nelle sue molteplici componenti fisiche, tecnologiche, culturali e sociali. Al centro della valutazione della condizione di salute viene posto il funzionamento umano inteso come «l’interazione tra la persona con una determinata condizione di salute ed il suo contesto».

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Il questionario. Il questionario ICF utilizzato nello studio è stato creato appositamente dal gruppo di lavoro coordinato dal responsabile scientifico e dal team di insegnanti coinvolti nel progetto stesso. Sono stati identificati gli items più significativi e soggetti a variazioni nei differenti contesti e cioè in ambito sportivo, scolastico e familiare. La maggior parte degli items sono stati rilevati nei differenti contesti mentre alcuni items erano specifici ai diversi contesti e pertanto la rilevazione non è stata incrociata.

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Il panel. Il campione è composto da 68 ragazzi con età media di circa 14/15 anni (i ragazzi della squadra del College Saint Vincent hanno un’età maggiore, con una media di 15 anni e mezzo), così distribuiti: 24 studenti italiani, 33 studenti belgi e 11 studenti portoghesi.

La squadra italiana è stata composta nel corso dei due anni da 5 ragazze e 19 ragazzi tra cui 6/7 con problemi di apprendimento e profili bes. I ragazzi sono stati monitorati durante tutto il periodo di sviluppo del progetto ed in particolare al momento dell’arruolamento ed alla fine dell’attività svolta. Le differenze sono state riportate su grafico per una migliore lettura ed è stata effettuata un’analisi della significatività statistica individuata in una variazione standard di almeno il 5% nella media del campione esaminato per singolo items.

Nella squadra del Belgio la percentuale tra ragazzi e ragazze è stata 50% e 50% con alcuni ragazzi con profilo bes (iperattivi e o con problemi di attenzione);

La squadra del Portogallo è stata composta da 4 ragazze e 8 ragazzi di cui due con problemi (1 con disturbo dell’attenzione e uno con lieve sordità).

I risultati. Si riportano qui le considerazioni conclusive della Relazione, rimandando ad essa per una più completa analisi dei risultati di dettaglio.

Nell’ottenere i risultati è stato molto importante l’introduzione della Peer Education attuata dagli atleti più grandi della squadra che hanno affiancato i coach negli allenamenti ha contribuito ad aumentare la ricaduta positiva dell’importanza del gioco di squadra in tutti i componenti del gruppo sportivo.

La possibilità del viaggio in Portogallo ha permesso ai ragazzi di mettersi alla prova mostrando un notevole spirito di adattamento, curiosità verso le nuove esperienze, resistenza alla fatica, autonomia nella gestione dei tempi e degli spazi: nonostante per alcuni di loro fosse il primo viaggio in aereo, e che per la maggior parte fosse la prima volta che si allontanavano dalla famiglia, si sono dimostrati affidabili, puntuali, corretti e positivi nell’affrontare l’esperienza.

In generale, tutti gli alunni (non solo quelli con difficoltà) hanno manifestato un notevole incremento delle capacità relazionali e della capacità di attenzione e del rispetto delle regole.

Altro punto di forza è stato il gioco di squadra che si è creato tra la scuola e le famiglie e anche tra le famiglie stesse in occasione dell’ospitalità ai ragazzi del Belgio nel mese di maggio 2019: grande la partecipazione ed il coinvolgimento dei genitori (sia di Spoltore che del Pescara rugby) che si sono messi a disposizione in modo incredibile creando un clima accogliente e familiare per tutti i ragazzi arrivando ad ospitarne fino a 4 per nucleo familiare: il feedback della delegazione del Belgio è stato ottimo.

I punti di debolezza hanno riguardato maggiormente la gestione i seguenti aspetti:

Composizione delle squadre: gli elementi della squadra di Spoltore non sono stati fissi nel corso dei due anni in quanto alcuni alunni alla fine dello scorso anno si sono diplomati passando quindi alle scuole superiori; questo ha reso non sempre lineare il monitoraggio che infatti al fine della rielaborazione dei dati è stato circoscritto agli alunni presenti in entrambi gli anni. Riguardo il Portogallo la scelta degli atleti è stata cambiata in corso di progetto per motivi interni all’organizzazione della società per poi assestarsi nella composizione finale: ciò ha fondamentalmente portato ad un ritardo nelle osservazioni (una in meno) che però sono state ugualmente esaustive; per quanto riguarda il Belgio, anche a causa dell’età dei ragazzi (si tratta di una scuola superiore) e della grandezza dell’utenza è stata più lunga la fase di selezione e l’organizzazione interna in rapporto alla didattica.

Somministrazione delle schede di monitoraggio: la somministrazione delle griglie di osservazione è stata caratterizzata da iniziale diffidenza e relativo timore da parte delle famiglie in merito al rispetto della privacy anche alla luce delle nuove disposizioni a livello europeo. Ciascun partner è alla fine riuscito ad effettuare l’attività senza particolari problemi; nell’elaborazione finale si è stabilita l’attribuzione di un codice alfanumerico valevole per tutti e in grado di garantire l’assoluto anonimato.

Conclusioni

L’esperienza del progetto Rugby KIT conferma l’impatto favorevole di un’attività sportiva regolare sul benessere psicologico degli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Analizzando i dati si può osservare che i docenti hanno segnalato, in particolar modo, un netto miglioramento, nel dominio “Compiti e richieste generali”, in particolare nella capacità di gestire la tensione per eseguire compiti che comportano significative responsabilità e stress, con minore tendenza alla distrazioni e momenti di crisi.

Gli allenatori hanno osservato soprattutto un miglioramento nel dominio delle “Interazioni personali”, con un’aumentata capacità di interagire con le persone in un modo contestualmente e socialmente più adeguato.

Infine i genitori osservano con maggiore frequenza, in accordo con le osservazioni dei docenti, un miglioramento, nel dominio “Compiti e richieste generali”, soprattutto, però, nella capacità di compiere delle azioni semplici o complesse e coordinate per pianificare, gestire e completare attività o incombenze quotidiane, come organizzare il proprio tempo e pianificare le diverse attività nel corso della giornata.

Tutti gli osservatori coinvolti nel progetto (docenti, allenatori e famiglie) concordano nel segnalare un miglioramento nella capacità di compiere azioni o comportamenti per gestire il tempo e le incombenze quotidiane, nella capacità di eseguire azioni necessarie per eseguire compiti che comportano significative responsabilità, stress, distrazioni e crisi e un miglioramento nella capacità di interagire con le persone in un modo contestualmente e socialmente adeguato, mostrando rispetto, cordialità, tolleranza nelle relazioni, uso adeguato del contatto fisico, ecc.